Agriturismo Zaro


le mie di boris e Storiis by agritoni

” A te che sei venuto ”
Vorrei che inserissi tu il tuo nome dietro questo CIAO ………….. perche è proprio a te che sto pensando, ieri sera c’era tanta gente e io, nel caos, non riesco a concentrarmi, corro un pò quà e un pò là, saluto tutti ma non sto abbastanza con nessuno. Sei arrivato tu ma era arrivata anche lei e nel frattempo anche loro per questo son già qui a scriverti e volevo dirti che apprezzo davvero che sei venuto sù, che hai partecipato alla festa e che così ti ho rivisto. Anche se, appunto, abbiamo scambiato solo quattro parole non credere che non ci tenga a te, non credere che non parlerei volentieri delle tue storie.Le feste son così e in piu le narrazioni richiedono il silenzio anche i saluti (nel mezzo) son frettolosi perchè mi sembra di far confusione. Sò che non è facile raggiungermi, che c’è molta strada, che oggi c’era il primo giorno di scuola, che bisogna andare a lavorare e ormai non si regge più come una volta. Comunque grazie di cuore d’aver partecipato.Per gli altri :
Una bella festa, più di 100, un pò freddo ma un bel fuoco, i Dodi son grandi entrano nelle loro musiche e le rendono vive, i loro suoni sono come gli uomini, anche se già li conosci hai sempre il piacere di riincontrarli. “Narrami il mondo” con : i musicisti di Brema. Una bella storia, ben interpretata, mi è piaciuto tanto il gatto ma anche tuti gli altri, sto cercando nella mente il ritornello…”Brema Brema andiamo a Brema l’importante è suonare, l’importante è viaggiare, l’importante è sognare”. Forse essendo in tanti gli abbiamo portato via un pò la scena ma son sicuro che è stato bello anche per loro. Poi Guido Sunt cun tune storie di ueli e verità che qualche volta è meglio tacere, Stefano Montello canta “gli ultims di une generazion e prims di un’atre”,Poldo dissacratore e le esilaranti Marie, con D’Annunzio” la pioggia nel pineto ” e come pioveva, e cè agnis, cè tristis. Carlo Tolazzi con una descrizione millimetricamente pazzesca di un rigore assurdo, Serena e Michele, la pietra con la barba (che la prime volte ti tontone e la seconde ti bastone ) è il sunto della verità che tutti noi già sappiamo (o solo pura bastardaggine ?), Damatrà, Ornella in otto, no scusa, in sei, ah no no in tre cioè in due con i “singars ” la vacca il maiale un idiano un ebreo e tanta ironia . Anche una sorpresa, una bella sorpresa Silvia e il sesso figurato potrei dire la lingua batte dove IL DENTE duole e poi la musica splendida dei Dodi, il mio fantastico e bravissimo cugino e ancora fuoco e grappetta e musica e fuoco e piccole battute da un grosso uomo e musica e fuoco e ronf, ronf, ronf .
E oggi mentre faccio formaggio vi saluto tutti e vi ringrazio, è stata una bella e ricca edizione seguita e apprezzata. Devo dire che mi aspettavo di vedere qualcuno tra voi che però non è venuto, pazienza. Il prossimo anno siamo ancora qui per un’altra edizione. Per un pò non vi scrivo più, vi lascio in pace e questa volta se volete rispondermi ho l’inverno davanti e rispondo a tutti. Mandi da me e Patrizia, come sempre, Toni Zaro.


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